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martedì 13 giugno 2017

M5S in caduta? Chissà!



Caro Renzi, condivido l’invito alla prudenza nel giudicare la disfatta del M5S, anche perché non credo che il risultato delle amministrative possa attenuare facilmente la protesta che mi sembra ancora mosto diffusa. Il rischio che la gente possa continuare a votarli è alto, e questo non per merito di Grillo o degli attivisti più o meno collaudati nelle responsabilità politiche, ma per la mancanza di messaggi chiari che riescano a far percepire alla gente la volontà dell’autentico cambiamento. Il cittadino comune non riceve segnali sulle emergenze che angustiano gli onesti. Fatta eccezione per qualche isolato episodio di convincente lotta ai diffusi mali della nostra società, l’impressione che riceve l’elettore è quella dell’impunità generale, della disonestà che diviene regola, della furbizia che consente di superare i vincoli di una burocrazia che sembra fatta solo per generare corruzione. Ci sono persone che ostentano un livello di benessere economico mille volte superiore a quello del loro reddito, ma non succede nulla di lampante che dimostri a tutti la possibilità di una qualche conseguenza negativa per i corrotti. Se si va avanti di questo passo, alcuni tra i tanti onesti ancora rimasti potrebbero saltare il fosso per non sentirsi presi per fessi. Tutti gli altri non avrebbero altra alternativa che il voto di protesta. Considerato che un eventuale governo grillino comporterebbe effetti negativi difficilmente sanabili, è necessario evitare il disastro,  lanciando messaggi molto chiari, per far capire alla gente che si vuole fare sul serio e che sul tema della legalità c’è chi si vuol scommettere mettendoci la faccia, senza giri di parole che lascino spazio ai dubbi ed ai sospetti.

Nip  

domenica 5 marzo 2017

Brandelli di mimosa


                           
                           
                                                                                                                                                           

                        Tremolanti riflessi

                        di luce giallastra

                        scorrevano silenziosi

                        sulla rossa vernice

                        del bus che ingombrava

                        stradine deserte

                        di periferia.

 

                               Quando lei vede

avviarsi all’uscita

quel passeggero

che fino a quel punto

reggeva l’argine

dei suoi timori,

una valanga di fitte e tremori

l’avvolse e rese

più scuro il pensiero.

 

                   La solitudine rese più nero

                   l’ultimo tratto del lungo percorso

                   che quella sera sembrò senza tempo,

                   finché non giunse l’ambita fermata.                    

 

 
Lasciò, tremante,

                               il veicolo vuoto

                                che si perdeva

nel cuor della notte,

mentre il suo cuore

batteva sì forte

da ricoprire il rumor dei suoi passi.

 

 

                  Lei non sapeva che dietro la siepe

                  si nascondevano in due, su quei sassi

                  che crepitarono come la grandine,

                  quando si mossero per inseguirla.

 

                      Cominciò a correre,
                      col cuore in gola,
                      ma non ci fu chi sentì le sue urla,
                      e fu afferrata e distesa sul suolo
                      che si macchiò del suo sangue innocente.

 

                        Mentre le lacrime fluivano lente,

                        e lei gemeva, già offesa e più sola,

                        senza che alcuno le offrisse un aiuto,

                        raccolse i cocci dell’animo affranto

 

                e poi cercò di placare il suo pianto,

                recuperando sul freddo selciato

                tutti gli oggetti che dalla borsetta

                il vile gesto avea disseminato.

 

                        Ma nuove lacrime usciron copiose

                        quando raccolse, tra le cianfrusaglie,

                        pochi brandelli di gialle mimose.

                                               
 
 
          Nip

lunedì 27 febbraio 2017

Pianeti abitabili


Trappist-1 è il nome della piccola stella attorno alla quale ruotano 7 pianeti. Gli scienziati della NASA sostengono che almeno tre di quelle ‘terre’ potrebbero essere abitabili. La notizia sta destando un grande interesse perché conferma ulteriormente la teoria che sostiene la probabile esistenza di altri ‘esseri viventi’ nel nostro sconfinato universo.

Si sono riaccesi i riflettori sulle ricerche di ‘segnali’ che provengono dallo spazio, ma c’è anche chi comincia a sognare spedizioni dirette verso altri sistemi solari. Quest’ultima ipotesi, però, non può che rimanere un sogno irrealizzabile, considerato che la distanza di Trappist-1 è di circa 39 anni-luce. Le astronavi di cui disponiamo oggi riescono a raggiungere velocità ben mille volte inferiori alla velocità della luce, per cui pare proprio impossibile che il sogno possa avverarsi.

Anche se, per assurdo, volessimo immaginare progressi scientifici capaci di far raggiungere in breve tempo la velocità della luce alle astronavi, l’eventuale missione sarebbe comunque difficile da attuare in quanto non basterebbe l’intera vita di un uomo per affrontare il viaggio di andata e ritorno. Per ora non ci resta che continuare a sognare.

 

Nip


lunedì 23 gennaio 2017

Il potere della "bufala"


Ho appena percorso l’autostrada SA-RC in entrambi i sensi senza trovare alcuna interruzione. Considerata l’insolita condizione, che non era mai stata riscontrata prima, mi sono chiesto come mai fino a pochi giorni addietro circolavano notizie false che descrivevano interruzioni per opere ancora in corso.

La risposta non può che ricondurre il fenomeno alla proliferazione delle “bufale”.

È un problema di scottante attualità. Oggi esistono mezzi di informazione di massa che consentono a chiunque di diffondere notizie false  che diventano “virali” e circolano impunemente, trovando il favore delle “condivisioni” e l’approvazione di grandi masse che le confermano con le migliaia di “like” cliccati senza prima avere verificato la bontà della notizia.

Considerato che le nuove forme di contagio hanno dimostrato di influire su fenomeni di enorme portata sociale (elezioni, referendum, fallimenti industriali, senza escludere negative e rischiose suggestioni di massa), mi sembra opportuno suggerire un cambiamento di tendenza nell’atteggiamento del “cittadino”.

Sarebbe auspicabile ribaltare il punto di vista che rende disponibili ad accettare acriticamente tutte le notizie che trovano facile diffusione sol perché coincidono con le opinioni che ciascuno vorrebbe sentirsi rifilare. La prudenza non è mai troppa!

Meglio verificare e riflettere su ciò che ci viene propinato per vero, prima di sottoscriverlo contribuendo a diffonderlo.

Magari ci si può accorgere dopo anni di aver avallato opinioni che sono servite solo al furfante di turno che è stato capace di sfruttare la menzogna per ottenere i suoi loschi benefici!

 

Nip


domenica 15 gennaio 2017

Imbecillità senza limiti


Tobia e Ian, i due giovani altoatesini beccati in Thailandia a strappare la bandiera nazionale, rischiano una pena detentiva che potrebbe arrivare a due anni, oltre ad una salata multa che probabilmente saranno obbligati a pagare nello Stato monarchico che li ospita. Per giustificare la loro bravata, hanno dichiarato di non comprendere la gravità del loro gesto, considerato che in Italia strappare il Tricolore nazionale è un atteggiamento comunemente praticato senza alcuna conseguenza.
Mi sembra proprio il caso di far sapere a questi “ignoranti” che l’art. 292 del nostro Codice Penale prevede per casi simili una pena detentiva che può arrivare fino a due anni, oltre ad una multa che può raggiungere i 5.000 euro (fino a 10.000 se il reato è commesso in occasione di una manifestazione pubblica).
Io non so se lo Stato italiano addebiterà ai due imbecilli la responsabilità per la loro  stupida dichiarazione, ma mi farebbe piacere che qualche organizzazione li citasse per avere diffamato i cittadini italiani, magari facendogli sborsare un risarcimento da elargire in beneficenza.
Se c’è da sottoscrivere, io sono pronto!

 

Nip

martedì 20 dicembre 2016

Vocazione "sinistra"

   Chi si sorprende delle posizioni di Civati, Vendola, Fassina, o più recentemente di D’Alema, Bersani, Speranza e compagni, non tiene conto della semplice logica che ispira il loro pensiero: “mi sta bene finché sono io a gestire il potere; se perdo la maggioranza comincio a remare contro fino alla distruzione della compagine alla quale appartengo, senza pietà né rimorso!”
Lo ha fatto Bertinotti e continuano a farlo tutti gli altri.
Non si possono dimenticare le dichiarazioni della sinistra milanese dopo le primarie che hanno sancito la vittoria di Sala: “bisogna rimettere tutto in discussione” disse qualcuno, con la conseguenza che solo per un pelo Sala fu eletto grazie alle miracolose reazioni di Pisapia e di qualche altra sostenitrice.
Ora ci risiamo. Non importa sapere che la strada imboccata porta dritto al burrone. La logica che prevale è sempre quella: “Non riesco a convincere la maggioranza che in questo momento prevale? Allora faccio di tutto per distruggerla!”
È un vocazione che non conosce limiti! La stessa vocazione che ha portato Fassina a fare il tifo per la Raggi. Una vocazione che contraddistingue la parte di uno schieramento che si definisce di “sinistra” giustificandone la posizione con la difesa dei diritti dei deboli, ma che nei fatti ha sempre determinato la consegna del potere allo schieramento opposto.
Non è una vocazione “di sinistra” ma solo “sinistra!”


Nip

lunedì 19 dicembre 2016

Caro Roberto, ti scrivo...

Caro Speranza, a scanso di equivoci dichiaro subito che ho votato si al Referendum  costituzionale e sono convinto che una buona parte di chi ha votato no, che rispetto pienamente perché è espressione della volontà della maggioranza, è, però,  stata tratta in inganno da una propaganda fatta quasi esclusivamente di menzogne. Detto questo e archiviato il risultato, credo che la cosa più giusta da fare sia quella di accettare le conseguenze del plebiscito ed attendere che ci siano, non si sa quando, altre occasioni per parlare di riforme e sperare che si possano fare riflessioni più sagge. Fino ad allora, non mi sembra il caso di polemizzare, anche perché non posso accampare il diritto di aver ragione, quando il 60% degli elettori mi ha dato torto.
Spostiamo ora  il discorso sulle tue aspirazioni: ti vuoi candidare a segretario del PD e ne hai pieno diritto, vuoi girale l’Italia e sei libero di farlo, vuoi continuare a mentire sulle ragioni del no e, considerato il risultato, nessuno potrà lagnarsene. Sei libero di dare sfogo a tutte le tue aspirazioni e, qualora riuscissi a raggiungere le mete dei tuoi sogni, anch’io me ne farei una ragione e, sebbene non condivido le tue scelte,  cercherei di accettarle aspettando tempi migliori per aver ragione delle mie.
Ora, mettiamo che alla fine delle tue battaglie e dei tuoi tours tu scopra di non aver raggiunto la maggioranza dei consensi, saresti capace di rispettare il “vincitore”? Se sì, dimostreresti di saper praticare quell’umiltà che tu vuoi suggerire agli altri. Se non ne sarai capace e continuerai a fare come hai fatto fino ad ora, dimostrerai, invece di essere il vero interprete di quell’arroganza che tu vuoi affibbiare agli altri!


Nip