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lunedì 9 ottobre 2017

Lettera aperta al signor "divisivo"



Coloro che oggi  discutono di alleanze politiche, mostrano di comprendere che l’unica strategia che possa garantire una “speranza” nella competizione è l’unione. Lo hanno compreso le destre che si mostrano pronte a superare anche le più aspre contraddizioni, pur di mettere insieme le risorse. Lo ha compreso Pisapia che continua a lanciare i suoi messaggi accorati a favore dell’unione. Una posizione diversa è quella di Fratoianni, che a suo modo lancia dei messaggi  a favore di un campo diverso di “unione”, ma le sue scelte non si possono considerare “divisive”.
Restano “divisivi” coloro che parlano di contenuti, di valori della sinistra, di tutela dei lavoratori, ma nei fatti giocano a favore della sconfitta, a partire da D’Alema e Bersani, fino a Speranza il quale sembra abbia un solo obiettivo: perdere e far perdere le forze di sinistra.
Ci spiega come farà Speranza a proteggere i lavoratori se al governo andranno le destre?
Che contraddizione quella di chiamarsi Speranza e fare delle scelte che vanificano ogni “speranza”.
Io gli consiglierei di farsi cambiare il cognome!

Nip 


venerdì 25 agosto 2017

Lettera aperta... per inseminare il salvifico dubbio.



Egregio sig.  “lupo solitario”,
dopo il pentimento di Mohamed H. Chemial è più facile scriverti queste poche righe che prima non avrebbero avuto alcun significato per la tua fede religiosa. Il tuo giovane “collega” è stato miracolato nell’istante in cui l’esplosione ha disintegrato i suoi compagni. Lui ha compreso che Allah ha lanciato un segnale che vale di più della parola di capi sanguinari che diffondono ordini assurdi e spietati, promettendo il paradiso in cambio di stragi crudeli ed insensate. Chemial deve aver riflettuto sul “miracolo” che lo ha salvato ed ora sta tentando di comunicare a te il suo atroce e disperato  dubbio.
Interrogati e rifletti sull’ultimo ordine che un capo sanguinario ha lanciato da un covo lontano. Lui ti chiede di colpire Papa Francesco e ti promette il paradiso. Rifletti per un attimo e capirai che Allah non può chiederti di immolarti per colpire un uomo che predica la pace e sta dimostrando con i fatti che il bene ha un valore molto più grande del male e che l’amore può sconfiggere l’odio. Se rifletti profondamente, anche tu sarai contagiato dal dubbio. L’odio che predicano i tuoi capi ha ingannato padri di famiglia che hanno fatto immolare i propri figli,  e ha illuso giovani che hanno sacrificato la vita per colpire inermi cittadini tra i quali non sono mai mancate tenere creature innocenti. Ciò non può essere frutto del volere divino. Chemial lo ha capito. Rifletti!

Nip 


mercoledì 23 agosto 2017

Terrorista pentito?




   Il terrorista miracolosamente scampato all’esplosione del covo di Barcellona collabora con l’antiterrorismo. Novità sorprendente che apre nuovi scenari capaci di potenziare notevolmente l’efficacia della lotta contro una delle peggiori piaghe del nostro tempo.
   Cosa succede? Quale illuminazione ha folgorato quell’unico superstite dell’esplosione? Qualche riflessione avrà dovuto farla, considerato che se il volere di Allah fosse quello di sostenere la lotta agli ‘infedeli’, avrebbe dovuto salvaguardare i suoi ‘soldati’ anche dai capricci del caso, anziché farli disintegrare. A voler decifrare quanto accaduto, sembra proprio che il profeta abbia voluto lanciare un segnale capace di far insorgere il dubbio. Forse il ‘miracolato’ ha compreso l’ingannevole predica di qualche Imam sanguinario?
  Anche la semplice analisi delle conseguenze di un vile attentato che non lascia scampo a chiunque si trovi nei pressi dell’obiettivo preso di mira, sia esso un vecchio inerme, un bambino innocente od una madre che porta in grembo la sua creatura, dovrebbe indurre a riflettere.
Se il dubbio comincia a serpeggiare, può rodere anche la corteccia più rinsecchita. Chissà.
Forse in futuro la lotta contro  il radicalismo islamico potrà essere condotta con l’uso di armamenti nuovi che utilizzino sempre meno esplosivi e pallottole, sostituiti da messaggi capaci di far insorgere l’umano e salvifico dubbio. Sappiamo che l’indottrinamento degli estremisti è così radicale da essere difficilmente scalfito, ma mi rifiuto di credere che anche il più sanguinario e spietato terrorista sia assolutamente immune dall’insorgere del dubbio. Gli ultimi eventi potrebbero esserne la prova (almeno lo speriamo).

Nip


domenica 9 luglio 2017

I bisogni della gente



Caro Renzi,
senza dubitare della bontà delle intenzioni, né della nobiltà dei principi che le sottendono, mi sento di osservare che una parte dell’elettorato non ha ancora ben compreso l’urgenza, né i dettagli della battaglia che si sta conducendo sullo “Ius soli”.
Sono certo che siamo in molti ad ammetterne l’opportunità, ma se si ascoltano i commenti di comuni cittadini che avvertono l’urgenza di ben altre priorità, mi sembra di capire che potremmo trovarci di fronte all’ennesima rischiosa scommessa. Malgrado qualche lieve segno di ripresa, il malessere generale imperversa ancora tra la gente che attende ben altri segnali. Il problema della corruzione (che rimane incontrastato, malgrado qualche recente misura che non sembra affatto risolutoria), il fenomeno dei privilegi che non si riescono a sradicare e di un malcostume che sembra dilagare a dispetto delle voci indignate di una maggioranza che ha perso fiducia nella politica, rimangono istanze prive di risposte chiare, decise e definitive.
Perché non si rinvia a tempi migliori la campagna sullo “Ius soli” e si affronta con la stessa determinazione il problema del bubbone che sta macchiando inesorabilmente la nostra società? Non vorrei che si commettesse lo stesso errore che ha fatto naufragare un referendum “tutto o niente”, che la gente non ha compreso e che ha scambiato per l’ennesima sfida insensata. Per conquistare il cuore della gente bisogna combattere battaglie che tutti comprendono e che avvertono come esigenza comune e irrinunciabile.
Nip

martedì 13 giugno 2017

M5S in caduta? Chissà!



Caro Renzi, condivido l’invito alla prudenza nel giudicare la disfatta del M5S, anche perché non credo che il risultato delle amministrative possa attenuare facilmente la protesta che mi sembra ancora mosto diffusa. Il rischio che la gente possa continuare a votarli è alto, e questo non per merito di Grillo o degli attivisti più o meno collaudati nelle responsabilità politiche, ma per la mancanza di messaggi chiari che riescano a far percepire alla gente la volontà dell’autentico cambiamento. Il cittadino comune non riceve segnali sulle emergenze che angustiano gli onesti. Fatta eccezione per qualche isolato episodio di convincente lotta ai diffusi mali della nostra società, l’impressione che riceve l’elettore è quella dell’impunità generale, della disonestà che diviene regola, della furbizia che consente di superare i vincoli di una burocrazia che sembra fatta solo per generare corruzione. Ci sono persone che ostentano un livello di benessere economico mille volte superiore a quello del loro reddito, ma non succede nulla di lampante che dimostri a tutti la possibilità di una qualche conseguenza negativa per i corrotti. Se si va avanti di questo passo, alcuni tra i tanti onesti ancora rimasti potrebbero saltare il fosso per non sentirsi presi per fessi. Tutti gli altri non avrebbero altra alternativa che il voto di protesta. Considerato che un eventuale governo grillino comporterebbe effetti negativi difficilmente sanabili, è necessario evitare il disastro,  lanciando messaggi molto chiari, per far capire alla gente che si vuole fare sul serio e che sul tema della legalità c’è chi si vuol scommettere mettendoci la faccia, senza giri di parole che lascino spazio ai dubbi ed ai sospetti.

Nip  

domenica 5 marzo 2017

Brandelli di mimosa


                           
                           
                                                                                                                                                           

                        Tremolanti riflessi

                        di luce giallastra

                        scorrevano silenziosi

                        sulla rossa vernice

                        del bus che ingombrava

                        stradine deserte

                        di periferia.

 

                               Quando lei vede

avviarsi all’uscita

quel passeggero

che fino a quel punto

reggeva l’argine

dei suoi timori,

una valanga di fitte e tremori

l’avvolse e rese

più scuro il pensiero.

 

                   La solitudine rese più nero

                   l’ultimo tratto del lungo percorso

                   che quella sera sembrò senza tempo,

                   finché non giunse l’ambita fermata.                    

 

 
Lasciò, tremante,

                               il veicolo vuoto

                                che si perdeva

nel cuor della notte,

mentre il suo cuore

batteva sì forte

da ricoprire il rumor dei suoi passi.

 

 

                  Lei non sapeva che dietro la siepe

                  si nascondevano in due, su quei sassi

                  che crepitarono come la grandine,

                  quando si mossero per inseguirla.

 

                      Cominciò a correre,
                      col cuore in gola,
                      ma non ci fu chi sentì le sue urla,
                      e fu afferrata e distesa sul suolo
                      che si macchiò del suo sangue innocente.

 

                        Mentre le lacrime fluivano lente,

                        e lei gemeva, già offesa e più sola,

                        senza che alcuno le offrisse un aiuto,

                        raccolse i cocci dell’animo affranto

 

                e poi cercò di placare il suo pianto,

                recuperando sul freddo selciato

                tutti gli oggetti che dalla borsetta

                il vile gesto avea disseminato.

 

                        Ma nuove lacrime usciron copiose

                        quando raccolse, tra le cianfrusaglie,

                        pochi brandelli di gialle mimose.

                                               
 
 
          Nip

lunedì 27 febbraio 2017

Pianeti abitabili


Trappist-1 è il nome della piccola stella attorno alla quale ruotano 7 pianeti. Gli scienziati della NASA sostengono che almeno tre di quelle ‘terre’ potrebbero essere abitabili. La notizia sta destando un grande interesse perché conferma ulteriormente la teoria che sostiene la probabile esistenza di altri ‘esseri viventi’ nel nostro sconfinato universo.

Si sono riaccesi i riflettori sulle ricerche di ‘segnali’ che provengono dallo spazio, ma c’è anche chi comincia a sognare spedizioni dirette verso altri sistemi solari. Quest’ultima ipotesi, però, non può che rimanere un sogno irrealizzabile, considerato che la distanza di Trappist-1 è di circa 39 anni-luce. Le astronavi di cui disponiamo oggi riescono a raggiungere velocità ben mille volte inferiori alla velocità della luce, per cui pare proprio impossibile che il sogno possa avverarsi.

Anche se, per assurdo, volessimo immaginare progressi scientifici capaci di far raggiungere in breve tempo la velocità della luce alle astronavi, l’eventuale missione sarebbe comunque difficile da attuare in quanto non basterebbe l’intera vita di un uomo per affrontare il viaggio di andata e ritorno. Per ora non ci resta che continuare a sognare.

 

Nip